Tartarughe d'Acqua

Come Prendersi Cura della Tartaruga Domestica

Tartarughe d’Acqua Alimentazione

L’alimentazione delle tartarughe d’acqua dipende molto dalla specie. Ci sono infatti tartarughe erbivore, carnivore o anche onnivore. In generale, quelle domestiche sono solitamente di quest’ultimo gruppo. La specie determina però anche il fabbisogno stesso degli elementi nutrizionali, che variano a seconda della taglia e dell’attivismo dell’animale.

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In generale, a prescindere dal tipo di tartaruga, durante la fase della crescita necessitano di un maggior apporto di proteine e grassi e per questa ragione la carne e il pesce non devono mancare. Man mano invece che l’animale si stabilizza divenendo adulto, anche l’alimentazione dovrà alleggerirsi prediligendo invece le fibre e le vitamine.

Ogni tartaruga dispone di un apparato digerente molto complesso e questo causa un prolungamento del processo digestivo sino a tre giorni. Le dosi quindi non dovranno essere né abbondanti né frequenti. Solitamente si somministra una quantità pari alla grandezza della testa dell’animale, con una frequenza molto ridotta: a giorni alternati per le tartarughe appena nate e ogni due giorni per quelle adulte. È da sottolineare che l’animale è per sua natura molto vorace e quindi sta all’allevatore stabilire i giusti equilibri.

È scontato ricordare la necessità di fornire una dieta molto varia, per assicurare che vi siano i valori nutrizionali di ogni elemento. In una dieta sana non devono mai mancare il calcio, perché favorisce lo sviluppo delle ossa e il mantenimento del carapace, e nemmeno le vitamine che invece aiutano il metabolismo a prevenire le malattie. Ovviamente sono da evitare anche gli eccessi: un uso sconsiderato di vitamine porta infatti all’ipervitaminosi, come una presenza eccessiva di fosforo causerebbe una diminuzione del calcio.



Un alimento molto importante per le tartarughe onnivore è il pesce. Solitamente lo mangiano sia vivo che morto, ma se si ha a che fare con tartarughe predatrici meglio fornirlo vivo, per mantenere i loro istinti.  Essendo le tartarughe animali di acqua dolce, meglio optare per pesci della medesima natura, nonostante sia possibile somministrare anche quelli di acqua salata. La scelta del pesce dovrò essere fatta soprattutto a seconda della specie di tartaruga, tenendo conto in primis delle dimensioni.

Accanto al pesce ci sono anche i crostacei, in particolar modo i gamberetti o i granchietti. Nel caso vi sia necessità di aumentare le dosi proteiche, molto indicati sono anche i molluschi.

Le tartarughe possono cibarsi anche di carne, preferibilmente solo occasionalmente per l’alto contenuto di proteine e di grassi. Il fegato è invece molto consigliato perché contiene molta vitamina A.

È possibile anche che l’animale si cibi di insetti, nonostante si debba procedere in maniera molto cautelativa. Questi infatti contengono molto fosforo e sono molto difficili da digerire. Inoltre la gran parte degli insetti sono addirittura nocivi (soprattutto quelli colorati). Accettabili sono però i grilli, le cavallette e i lombrichi.

La verdura deve poi essere tra il 30% e il 50% della dieta, dato l’alto contenuto di fibre e vitamine. Particolarmente indicate sono la cicoria, la lattuga, la rucola, il radicchio, il trifoglio o anche le piante acquatiche, che si trovano generalmente nell’ambiente naturale della tartaruga. Ci sono tuttavia verdure da evitare come i pomodori, gli spinaci e i broccoli, dannosi invece per la loro salute.

La frutta al contrario deve essere somministrata solo saltuariamente poiché ricca di fosforo, zucchero e carboidrati e causerebbe diverse disfunzioni, tra cui la diarrea. I frutti più indicati sono le albicocche, le banane, i fichi, il melone, la pera, la mela e le fragole.

Per quanto riguarda i cibi secchi non sono consigliati come nutrizione di base. Possono essere però somministrati in maniera sporadica, in mancanza di alternative.

Arriviamo a questo punto alla questione degli integratori. Nel caso in cui un allevatore riesca a rispettare le norme di base dell’alimentazione e a prendersi cura correttamente del proprio animale, non sono assolutamente necessari. Il consiglio è quello di somministrarli solamente su indicazione del veterinario, qualora riscontri delle carenze. L’unico accorgimento adottabile spontaneamente è la concessione settimanale di un osso di seppia, per aumentare le dosi di calcio.




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