Tartarughe d'Acqua

Come Prendersi Cura della Tartaruga Domestica

Tartarughe d’Acqua Malattie

La vita delle tartarughe d’acqua si aggira intorno ai trent’anni. Tuttavia è riscontrabile che in cattività, nessun esemplare sopravviva tanto a lungo. Il paradosso è evidente: la principale causa di morte di una tartaruga non deriva dalla vecchiaia ma dai predatori. Le tartarughe domestiche quindi, non soggette a questo rischio, dovrebbero vedersi allungate le proprie vite. La realtà dei fatti non è però questa a causa di una cattiva cura da parte dell’allevatore.

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Il danno primario che l’uomo fa alle tartarughe è causato dalla cattiva alimentazione. Si tende infatti a nutrirle con cibo essiccato, mentre hanno bisogno di pesce fresco e crudo. La conseguenza è una carenza della vitamina A, che a lungo andare provoca una trasformazione anomala degli occhi. Questo sintomo principale deve essere immediatamente curato attraverso la somministrazione di integratori alimentari, altrimenti si arriverebbe sino all’otite, all’infiammazione delle vie respiratorie e alla lesione degli organi interni, causandone la morte. Se la malattia è già avanzata, il solo miglioramento dell’alimentazione non è sufficiente e si deve procedere attraverso la somministrazione di un antibiotico da applicare sulla parte lesa (quindi non per via orale ma cutanea). A prescindere dalla malattia si può comunque procedere con un leggero innalzamento della temperatura dell’acqua (da 28 a 29 gradi) perché il calore permette un miglioramento del sistema immunitario dell’animale.

Altra malattia molto diffusa è il rammollimento del carapace (guscio). Le tartarughe d’acqua sono infatti creature che dispongono di un sistema respiratorio e hanno perciò necessità di trascorrere del tempo su un luogo asciutto e giovarsi del beneficio dei raggi del sole.

Per ridurre gli spazi o contenere i costi, si opta spesso per un acquario ridotto, non adatto alle esigenze delle tartarughe. Procedere con questa scelta significa tenere letteralmente l’animale in gabbia, sottoponendolo ad una tortura duratura. Le tartarughe hanno invece bisogno di molto spazio per nuotare, oltre che quello su cui adagiarsi. La cura migliore in questo caso è una pomata da applicare direttamente sulla parte danneggiata (che nei casi gravi potrebbe emettere cattivo odore) oltre che ovviamente, migliorare l’ambiente. Se questa cura non funziona significa però che la malattia è degenerata e l’infiammazione è penetrata negli organi principali dell’animale. In questo caso si deve intervenire immediatamente e il veterinario somministrerà un antibiotico attraverso iniezione.



Non è da sottovalutare nemmeno la pulizia dell’acqua, che deve essere costante. A supporto ci devono essere ottimi sistemi di filtraggio. Mantenere l’animale in condizioni non adatte porterebbe ad infiammazioni che si palesano attraverso il sopraggiungere di occhi gonfi, chiusi, e magari con perdita di pus. Nei casi più gravi si arriverebbe ad un ascesso alle orecchie, curabile solamente attraverso un intervento chirurgico.

Anche la temperatura è fondamentale: deve mantenersi sempre tra i 27 e i 30 gradi. Questi accorgimenti permettono un corretto funzionamento del sistema immunitario che reagisce agli eventuali attacchi di virus, batteri o funghi, combattendo di fatto ogni sorta di malattia. Inoltre, una temperatura ridotta causerebbe un rallentamento delle funzioni metaboliche della tartaruga, che si preparerebbe a poco a poco ad entrare nello stato di ibernazione. Se però la temperatura non si abbassa sotto i dieci gradi questo non accade e il prolungamento di una temperatura media causerebbe all’animale la polmonite e lo condurrebbe in una lunga agonia che finirebbe solo con la morte.

Vi sono poi problemi di minor entità, che non si devono comunque sottovalutare. Tali problemi possono derivare per esempio dalla conformazione dell’acquario. È il caso delle abrasioni del piastrone, cioè la parte sotto il carapace (molto delicata). Spesso l’abbellimento degli acquari viene fatto attraverso degli oggetti ornamentali. La tartaruga, sfregandosi ripetutamente su tali oggetti, potrebbe riportare ferite che devono essere curate attraverso pomate, per fare in modo che non si infettino e portino a conseguenze peggiori (infiammazioni interne).

Le patologie di maggior impatto colpiscono quindi gli occhi, la cute, la corazza, l’apparato digerente, respiratorio e uditivo. Per questo è fondamentale una corretta cura dell’animale, così da permettere un miglioramento delle proprie condizioni di vita e non un prolungamento esistenziale che assume i caratteri della tortura.

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